Galeazzi Galvani Lucia

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Lucia Galeazzi [Simili, 1999, p. 47]

Nata: 3 Giugno 1743 (Bologna)

Morta: 1788 (Bologna)

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Lucia Galeazzi nacque a Bologna il 3 giugno 1743 dall’illustre anatomico Domenico Gusmano e da Paola Mini.

Religiosissima sin dalla giovinezza, tanto da passare un anno nel monastero di S. Pietro Martire a Bologna, è descritta come una giovane dotata di grande perspicacia intellettuale e maturità di giudizio. La sua educazione fu seguita personalmente dal padre: sotto la guida di ottimi maestri Lucia si concentrò sullo studio delle lingue italiana, francese e tedesca, dell’ortografia, della prosodia, oltre che dedicarsi alla lettura delle Sacre Scritture e della storia sacra e profana.

Nel 1762 sposò il medico Luigi Galvani, il futuro padre dell’elettricità animale; la giovane coppia continuò a vivere a casa Galeazzi su espressa richiesta del padre di Lucia, che era stato altresì maestro di Luigi all’università. Un matrimonio felice il loro, che durò ventisei anni, fino alla morte di Lucia. Di salute cagionevole, soffrì infatti da sempre di attacchi di febbri acute e di asma convulsiva e catarrale che le provocavano gravi crisi respiratorie.

Dopo una decina d’anni che si erano sposati, Lucia e Luigi si trasferirono in una casa propria: è qui che il giovane medico Galvani iniziò, a partire dal 1780, i suoi esperimenti volti a verificare l’esistenza dell’elettricità animale. Lucia fu un’efficace assistente del marito che aiutava nel corso dei suoi esperimenti con macchine elettriche e rane “preparate alla solita maniera”, alle quali cioè erano stati messi in evidenza i nervi crurali, come si evince dal bel quadro di Antonio Muzzi, conservato al Museo di palazzo Poggi a Bologna, che per l’appunto ritrae l’esecuzione di un esperimento con una macchina elettrica e una rana scorticata e che vede, al fianco di Galvani, oltre il nipote Camillo, la moglie Lucia.

Lucia seguiva altresì la professione del marito: professore di anatomia pratica all’Università di Bologna dal 1775, poi anche di ostetricia all’Istituto delle scienze a partire dal 1782, quando sostituì alla morte il noto ostetrico Giovanni Antonio Galli. Nel corso della sua carriera l’utilità dell’arte medica si era fatta gradualmente più importante, ovvero da quando, ad una più generale responsabilità clinica, si era aggiunta quella dei parti e delle operazioni chirurgiche sulle madri e sui neonati. Galvani lavorava negli ospedali cittadini come ostetrico e medico chirurgo. Fu proprio nelle cure ai malati, spinta altresì dalla carità verso il prossimo e dalla pietà che la caratterizzavano, che Lucia divenne un’assidua collaboratrice del marito, spronandolo e stimolandolo quando era necessario perché si recasse prontamente là dove era richiesto il suo intervento.

Inoltre Galvani affidava alla coltissima moglie la revisione e la correzione dei testi e delle lezioni che doveva stendere in quanto professore e studioso: Lucia era infatti così esperta in ortografia che il marito non si preoccupava neanche di rileggere quei testi una volta che la moglie li aveva rivisti.

Donna colta, devota, umile e generosa, Lucia condivise con il marito il lavoro di laboratorio e la cura dei malati, oltre che essere una compagna fedele e amorosa. Morì, accudita da Luigi, nel 1788.

«Nella prima fanciullezza sortì somma alacrità e prontezza d’azione, animo in sommo grado misericorde, e mirabile acutezza d’ingegno ed una particolare robustezza di mente superiore alla sua età, e in particolare maturità di giudizio; per le quali doti spirituali riuscì cara a tutti. [… ] fu dottissima in storia sacra e profana, e in Sacra Scrittura, in ortografia fu espertissima, sicché suo marito, medico e anatomico e pubblico professore, non esitava ad affidare alla sua correzione ciò che aveva scritto né poteva rileggere, sicurissimo che nessun errore di tal genere sarebbe sfuggito nei suoi scritti alla sua coltissima moglie. […] Gli ammalati quando poteva consolarli da sé, non esitò mai a farlo con ogni genere di attenzione e di pietà, e spesso se m’avesse veduto, una volta chiamato presso qualche ammalato, o avvicinarmi lentamente o rifiutarmi, mi esortava con ogni industria e con modi particolarmente soavi, affinché gli recassi immediatamente il mio aiuto […]»

[Galvani, 1790.]

 

L. Galvani, Elogio della moglie Lucia Galeazzi Galvani. Bologna: Azzoguidi, 1790.

A. Rebière, Les femmes dans la science, Paris, Librairie Nony & Cie,  1897, p. 109.

M. Piccolino, Luigi Galvani and animal electricity: two centuries after the foundation of electrophysiology,  «Trends in Neurosciences», 20, 10, 1997, pp. 443-48.

M. Bresadola, Medicine and science in the life of Luigi Galvani (1737–1798), «Brain Research Bulletin», 46, 5, 1998, pp. 367-80.

The biographical dictionary of women in science. Pioneering lives from ancient times to the mid-20th century, ed. by M. Ogilvie, J. Harvey, New York-London, Routledge, 2000, pp.  481-82.

R. Simili, Luigi Galvani, in Luigi Galvani International Workshop. Proceedings, ed. by M. Bresadola, G. Pancaldi, Bologna, CIS, 1999, pp. 33-63.

M. Focaccia,  R. Simili, Luigi Galvani physician, surgeon, physicist: from animal electricity to electro-physiology, in Brain, Mind and Medicine: Essays in Eighteenth Century Neuroscience, a cura di H. Whitaker, C.U.M Smith, S. Finger, Springer, 2007, pp. 145-58.

Miriam Focaccia
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