Ardinghelli Maria Angela

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Medaglione di stucco raffigurante M.A. Ardinghelli, 1755 [Bertucci, 2007, p. 230]

Nata: 1730 (Napoli)

Morta: 1825

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Maria Angela Ardinghelli nacque nel 1730 a Napoli da nobile famiglia di origine fiorentina e studiò filosofia e scienze fisico-matematiche con gli scienziati più in vista della città, quali il fisico Pietro Della Torre e il matematico Vito Caravelli.

Come era d'obbligo per le donne aristocratiche dell'epoca, Maria Angela era una letterata, poeta e latinista apprezzata, oltre che esperta fisico-matematica. Fece parte del circolo del principe di Tarsia, fondato nel 1747, che, negli ambienti intellettuali napoletani, era quello maggiormente legato a Newton, alla fisica sperimentale e all'elettricità.

All'apertura della biblioteca del principe -un evento straordinario data la carenza delle biblioteche in città- nella quale erano state raccolte macchine fisiche, strumenti astronomici ed elettrici, si racconta che Maria Angela mentre eseguì, da brava aristocratica colta, un sonetto di saluto e di gioia, aderì pienamente alle finalità scientifiche dei laboratori annessi alla biblioteca mettendosi al servizio del metodo sperimentale, come si evince soprattutto dalle traduzioni delle opere di Hales, ove ella affermava esplicitamente «non c'è posto né per Cartesio né per Leibniz» [Ardinghelli, 1756].

Nel 1732 era stata istituita l'Accademia delle scienze grazie a Celestino Galiani che si adoperò due anni dopo per una moderna riforma universitaria che ampliava i confini della matematica, della fisica sperimentale, dell'anatomia. Furono questi i circoli in cui si formò Maria Angela, insieme alle altre scienziate napoletane della metà del Settecento.

Impegnandosi nella traduzione dei lavori di Hales -che fu il primo a portare avanti una serie programmata di esperimenti basata sulle proporzioni più esatte di numero, di peso e misura nell'investigare la natura, secondo un metodo tratto dall'Opticks di Newton e applicato non solo al regno animale ma anche alla fisiologia delle piante- l'Ardinghelli esprimeva, per un verso, il suo amore per lo sperimentalismo; per l'altro, mostrava le istanze riformatrici del cosmopolitismo di Napoli che aveva provveduto a far conoscere i resoconti di Hales.

Nonostante il tono modesto manifestato nella prefazione di entrambi i trattati, Maria Angela affrontava gli argomenti con un piglio scientifico altamente competente, tant'è che non ebbe alcun dubbio nel rifare i calcoli inesatti di Hales e di correggere gli errori commessi da Buffon che aveva curato l'edizione francese, per non parlare delle inesattezze nel campo delle misure commesse da De Sauvages nella Hemastatics.

Con piglio altrettanto deciso, Maria Angela difendeva il sistema elaborato da Hales sia a proposito della circolazione della linfa nei vegetali, sia nella disputa sull'elasticità dell'aria.

Emerge pertanto con tutta chiarezza come la traduzione, secondo Maria Angela, consistesse in una vera e propria impresa intellettuale intraprendente e innovatrice, dai connotati precisi e rigorosi, tale da cercar di rendere il risultato pari al testo originale se non "migliore", secondo le modalità neoilluministiche anche napoletane nel voler produrre una nuova scienza libera da speculazione e da metafisica.

Fu in corrispondenza con autorevoli scienziati del suo tempo fra cui, per fare alcuni nomi, il matematico e astronomo Alexis Claude Clairaut e il fisico Jean-Antoine Nollet.

Pare che le lettere scambiate fra Nollet e Maria Angela fossero almeno settanta e riguardassero varie questioni "fisiche" quali l'aria, i venti, la folgore, il fluido elettrico, i vulcani e il Vesuvio. Fra i molteplici argomenti discussi spiccavano però quelli elettrici: non a caso nella prima delle lettere Nollet metteva al centro dell'attenzione «il sistema veramente nuovo e bizzarro di Franklin» [cit. in Nastasi, 1982, p. 252], mentre in altre due discusse con Maria Ardinghelli intorno allo sfregamento di globi di vetro e dunque della relazione fra il vetro e le reazioni che si possono trovare in natura.

Nella corrispondenza con Clairaut sembra invece che l'oggetto di discussione fosse l'utilizzo in matematica del metodo analitico o sintetico: Clairaut preferiva il primo, mentre Ardinghelli optava decisamente per la sintesi.

Maria Angela Ardinghelli morì nel 1825.

Maria Angela Ardinghelli, insieme ad altre donne napoletane del Settecento, quali Faustina Pignatelli principessa di Colubrano, Eleonora Barbapiccola ed Eleonora Fonseca Pimentel, si inserì validamente in un circuito nazionale ed internazionale in virtù della sua fama scientifica, pari a quella di donne sue contemporanee come, per fare qualche nome, Laura Bassi e Anna Morandi Manzolini a Bologna o Maria Gaetana Agnesi a Milano.

Esperta fisico-matematica, la fama dell'Ardinghelli è da attribuirsi soprattutto alla traduzione che fece delle opere fondamentali del fisico inglese Stephen Hales: Statical essays: containing haemastatics; or, an account of some hydraulic and hydrostatical experiments made on the blood and blood-vessels of animals, del 1750-52, e Statical essay: containing vegetable statiks; or, an account of some statical experiments on the sap in vegetables (1738-1740), del 1756.

Traduzioni impegnative, eseguite con un occhio sperimentale affine a quello di Hales e con la certezza di lavorare sul materiale «di uno dei più eccellenti veri sperimentatori nel nostro ambito» [Ardinghelli, 1756]; traduzioni nelle quali, come ella scriveva, dimostrando una abilità scientifica profonda, procedeva con molteplici annotazioni apportando correzioni sia ai calcoli dello stesso Hales, sia ai commenti di altri prestigiosi autori quali, per esempio, Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon e François Boissier De Sauvages.

«La signorina Ardinghelli è una giovane molto virtuosa che in poco tempo fa grandi progressi nelle scienze: la sua famiglia, una delle più antiche e illustri della Toscana, già da molto tempo si è stabilita nel Regno di Napoli: nel 1749 Mademoiselle Ardinghelli, che a quel tempo aveva solo 16 anni, fece stampare una traduzione in italiano della Hemostatique con delle note molto colte e argute. Dello stesso autore ha poi compilato una traduzione della Statique des Vegetaux.»

[Nollet, 1761]

 

«[...] non è possibile parlare di fisica senza elogiare Maria Angela Ardinghelli che si è fatta conoscere fin dalla sua prima giovinezza per i suoi talenti e per la sua cultura; discendente da una nobile famiglia, ornata di tutte le grazie del suo sesso, ella vi aggiunge una modestia semplice e delicata che l'abbelliscono agli occhi di coloro che l'ammirano. Nella repubblica delle lettere è nota per le traduzioni italiane che ha compilato delle opere inglesi di Hales, il più grande fisico dell'Inghilterra [...] Mademoiselle Ardinghelli è alla testa di quelle donne illustri che in Italia sono la gloria del loro sesso.»

[De La Lande, 1769, pp. 461-462]

 

«Però l'astronomo La Lande, divulgando in istampa la descrizione del suo viaggio in Italia, lei chiamò prima tra le donne illustri, cultrici delle scienze, che erano allora nel bel paese. Frattanto tornava nelle Gallie il Nollet. Quivi raccontando le grandi cose della giovanetta Partenopea, indusse parecchi dei parigini accademici a volerle a mano a mano indirizzare delle epistole; a fin che quell'indole per natura vivace, fosse quasi spronata a rispondere. Indi molte lettere di Clairaut, Darthenus, Leroy, Demairan e d'altri; [...].»

[Vitrioli,1874]

M.A. ARDINGHELLI, Emastatica, o sia Statica degli animali: esperienze idrauliche fatte sugli animali viventi dal signor Hales, ... tradotta dall'inglese nel franzese, e commentata dal signor De Sauvages, ... e dal francese nuovamente trasportata nell'italiano idioma, Napoli, Stamperia Giuseppe Raimondi, 1750-52.

 

M.A. ARDINGHELLI, Statica de' vegetabili ed analisi dell'aria. Opera del signor Hales ... Tradotta dall'inglese con varie annotazioni, Napoli, Stamperia Giuseppe Raimondi, 1756.

 

 

M.A. Ardinghelli, A chi legge, in  Stefano Hales, Statica de’ Vegetabili ed analisi dell’aria, Napoli, Stamperia Giuseppe Raimondi, 1756.

J.A. Nollet, Lettres sur l'électricité contenant l'Histoire des Découvertes qui se  sont faites sur l'Electricité dans le courans de l'année 1752, 1753-1760, tr. it., Lettere intorno all'elettricità. Nelle quali si trovano esaminate le scoperte fatte in questa materia dall'anno 1752 in appresso, e le conseguenze, che se ne possono dedurre, del Signor Abate Nollet dell'Accademia Reale delle Scienze. Tradotte dal francese, Napoli, Giuseppe Raimondi, 1761.

J. De La Lande Voyage d'un françois en Italie, fait dans les années 1765 et 1766. Contenant l'histoire  et les anecdotes les plus singulières de l'Italie et sa description...,Venise, Desaint, 1769,Tome III, Des Sciences et des Arts, pp. 461-462.

M.P. Parenti, Elogio della signora Maria Angela Ardinghelli, in Galleria di giovanette illustri italiane che nel nostro secolo XIX fiorirono in ogni genere di virtù, Fuligno, Tipografia Tomassini, 1841, pp. 115-117.

D. Vitrioli, Elogio di Angela Ardinghelli napoletana, Napoli, Stabilimento tipografico del commend. Gaetano Nobile, 1874.

A. Rebière, Les femmes dans la science, Paris, Librairie Nony & Cie,  1897, p.  21.

Napoli nelle collezioni Alinari e nei fotografi napoletani fra Ottocento e Novecento, a cura di G. Galasso, M. Picone Petrusa, D. del Pesco, Napoli, G. Macchiaroli, 1981.

P. Nastasi, I primi studi sull’elettricità a Napoli e in Sicilia, «Physis», XXIV, 2, 1982, pp. 237-264.

The biographical dictionary of women in science. Pioneering lives from ancient times to the mid-20th century, ed. by M. Ogilvie, J. Harvey, New York-London, Routledge, 2000, p. 49-50.

G.B. Logan, Women and Botany in Risorgimento Italy, «Nuncius», 19, 2, 2004, pp. 601-628.

P. Bertucci, Viaggio nel paese delle meraviglie : scienza e curiosità nell'Italia del Settecento, Torino, Bollati Boringhieri, 2007.

R. Simili, In punta di penna. Donne di scienza e di cultura fra cosmopolitismo e intimità meridionale, in La scienze nel mezzogiorno dopo l'Unità d'Italia, Napoli, Rubettino, 2008, pp. 27-89.

 

Miriam Focaccia
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