Medina Coeli Lena Perpenti Maria Candida

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Maria Candida Medina Coeli. [Scaramellini, 1978]

Nata: 1764 (Chiavenna)

Morta: 1846 (Pianello Lario)

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Maria Candida Medina Coeli nasce nel 1764 a Chiavenna, una cittadina in provincia di Sondrio nota per aver dato i natali ad importanti esponenti della cultura italiana. Qui infatti nacquero personaggi come Giovanni Enrico Pestalozzi (1746-1827) e Giovanni Battista Cerletti (1846-1906).
La bambina, battezzata con il nome di Maria Candida Annunziata Elisabetta, cresce in una famiglia caratterizzata da un alto profilo culturale ed elevata estrazione sociale. Il padre, Sebastiano Medina Coeli, è un medico di origini castellane lecchesi. La madre, Isabella Battistessa, appartiene ad una delle famiglie più in vista di Chiavenna.
Ultima di cinque figli, comincia fin da giovanetta ad interessarsi all’arte della medicina, sotto la guida paterna. In quest’ambito, Maria Candida si dedica soprattutto allo studio del vaiolo e alla pratica del vaccino. In particolare, stringe un rapporto epistolare con il medico milanese Luigi Sacco, che fin dalla fine del Settecento aveva contribuito a diffondere nella Repubblica Cisalpina le indagini di Edward Jenner sulla vaccinazione. Proprio come quest’ultimo, che aveva sperimentato sul proprio figlio l’innesto vaccinico contro il vaiolo, ella stessa sperimenta in famiglia, sui suoi bambini, la medesima pratica. È al suo esempio e al suo impegno nella promozione della profilassi antivaiolosa che si deve l’introduzione di questa pratica nel territorio di Como.
Contemporaneamente, coltiva lo studio delle scienze naturali.
Trasferitasi a Como per motivi di studio, vi conosce il notaio Bernardino Lena Perpenti, che sposa nel 1788 e con cui si trasferisce a Pianello Lario, sul lago di Como.
Il matrimonio è seguito dalla nascita di ben quindici figli in ventun’anni. Tuttavia, l’impegno richiesto dall’adempimento dei compiti materni non comporta l’abbandono degli interessi scientifici. Infatti, la medicina e le scienze naturali non passano in secondo piano, ma continuano ad essere coltivate da questa appassionata studiosa.
La sua inesauribile curiosità, continuamente alimentata, la renderà, oltre che scienziata, anche inventrice: sua è infatti la scoperta di uno speciale metodo di filatura dell’amianto, che le procurerà notevole fama in Italia e all’estero.
Muore nel 1846 a Pianello Lario.

Quella di Maria Candida Medina Coeli è la figura di una donna di scienza a cavallo fra Sette e Ottocento, per la quale la specializzazione del sapere è ancora un fenomeno di là da venire.
Questo contribuisce a spiegare la varietà dei campi del sapere frequentati da questa studiosa.
La sua prima formazione avviene nel campo della medicina, che ella apprende dal padre. In questo campo ottenne una notevole fama «locale», per aver contribuito in misura decisiva alla diffusione della profilassi antivaiolosa nella provincia di Como.
È tuttavia al di fuori della medicina propriamente detta che la Medina Coeli raggiunge la sua fama più alta. Prima di tutto, come inventrice; con l’uso di un pettine speciale mise infatti a punto un metodo di filatura dell’amianto che le consentì di tessere numerosi prodotti in cui grazia femminile ed ingegnosità tecnico-pratica risultavano perfettamente coniugati: merletti, pizzi, tessuti completamente ignifughi. Fra i vari capi da lei prodotti, anche un paio di guanti donati al vicerè Eugenio Beauharnais. Sempre nell’ambito della lavorazione dell’amianto, utilizzandone gli scarti Maria Candida riuscì a produrre una speciale carta ignifuga nonché – con l’uso di vetriolo e manganese – un inchiostro anch’esso resistente al fuoco. Con tale carta e inchiostro fece stampare alcuni opuscoli «di prova» la cui copia venne inviata, oltre che a varie biblioteche, anche ad Alessandro Volta, amico personale dell’inventrice.
Queste scoperte, di notevole interesse per l’industria e per le applicazioni pratiche, ebbero una grossa risonanza sia in Italia sia all’estero. Ottennero infatti la medaglia d’argento (1806) e poi d’oro (1807) dall’Istituto nazionale di Milano. Comunicate alla Società di incoraggiamento per l’industria nazionale di Parigi, inoltre, attirarono l’attenzione e l’ammirazione di Napoleone.
Il secondo ambito in cui Medina Coeli ottiene fama e riconoscimenti è quello della botanica. Seguendo il sistema di classificazione linneano, compila un ricchissimo erbario della flora delle valli del Lario. Nelle sue ricerche per la stesura di quest’opera, rimasta inedita, la studiosa rinviene un esemplare di campanula poi divenuta nota proprio con il suo nome: campanula Perpentiae. La scoperta di questa specie rara di fiore venne comunicata in una pubblicazione del 1817, che le guadagnò un posto, come naturalista insigne, nel francese Dictionnaire des inventions, des origines et des decouvertes.

-         Memorie. Sulla filatura dell’amianto, «Giornale della Società d’incoraggiamento di scienze e arti», Milano, 1908

-         Descrizione di una nuova campanula, «Biblioteca italiana», gennaio 1817

- R. Farina (a cura di), Dizionario biografico delle donne lombarde 568-1968, Milano, Baldini & Castoldi, 1995
- D. Tarcisio Salice, Nel secondo centenario della nascita di Candida Lena-Perpenti, «Il Corriere della Valtellina», 28 marzo 1964
- G. Scaramellini, Chiavennaschi nella storia, Chiavenna, 1978.

 

Roberta Passione
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